ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08447

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Firmatari
Primo firmatario: SERRACCHIANI DEBORA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 03/03/2021
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
CENNI SUSANNA PARTITO DEMOCRATICO 03/03/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 03/03/2021
Stato iter:
04/06/2021
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 04/06/2021
PATUANELLI STEFANO MINISTRO - (POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI, FORESTALI)
Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 04/06/2021

CONCLUSO IL 04/06/2021

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08447
presentato da
SERRACCHIANI Debora
testo di
Lunedì 8 marzo 2021, seduta n. 464

   SERRACCHIANI e CENNI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   l'Italia è il secondo maggior produttore di pesca nel Mediterraneo e Mar Nero, con volumi di poco inferiori alle 250 mila tonnellate (il 15 per cento del totale) e un valore di 754 milioni di euro (il 29 per cento del totale) secondo dati 2019;

   in particolare, in Friuli Venezia Giulia il settore della pesca e dell'acquacoltura rappresenta una importante valore aggiunto per l'economia regionale (circa il 7,7 per cento del totale del settore primario) con un fatturato di circa 40 milioni di euro (2015) e una produzione di 3,7 mila tonnellate (2014);

   la flotta della regione è composta da circa 420 pescherecci che effettuano un'attività di pesca giornaliera con i sistemi della piccola pesca costiera e conferiscono il pescato, che è composto, a seconda delle stagioni, da pesce azzurro, seppie, cicale di mare, sogliole, passere, vongole e fasolari, ai tre mercati ittici regionali: Marano Lagunare, Grado e Trieste;

   attraverso il presente atto, l'interrogante desidera sottoporre la delicata situazione che sta attraversando il comparto della pesca, a livello nazionale e in dettaglio per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, con particolare riguardo al prolungamento dello «stop» dell'attività in mare;

   infatti, oltre ai già programmati 50 giorni di fermo, necessari a consentire la riproduzione del pesce, è stato programmato un ulteriore mese di «stop» delle attività a strascico. Tale blocco vede coinvolte 100 imbarcazioni per la grande pesca di Marano Lagunare, 7 barche della flotta di Grado, 1 barca della flotta di Trieste e una di Lignano;

   a questo ulteriore fermo pesca, non ha però fatto seguito la proroga dei ristori, necessari a sostenere le spese vive e gli stipendi dei dipendenti di ciascuna flotta che, nonostante il blocco aggiuntivo, vanno ugualmente pagati. Inoltre, con questo nuovo fermo si prevede una riduzione del 10 per cento del pescato, che necessariamente provocherà un import da altri Paesi europei;

   in data odierna l'Alleanza delle Cooperative – portavoce della preoccupazione del comparto ittico che temeva una drastica riduzione dei ristori per il fermo pesca obbligatorio – ha reso noto che «Il fermo pesca obbligatorio verrà regolarmente indennizzato alle imprese con risorse europee». È scongiurato dunque il rischio di veder tagliati i fondi per questa misura, grazie all'accordo finale sul Feampa, il fondo europeo cui attingono le imprese del settore ittico e dell'acquacoltura, strumento che arriva dopo 20 mesi di acceso confronto tra Commissione, Parlamento e Consiglio dell'Unione europea –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali iniziative abbia intenzione di intraprendere al fine di sostenere il settore ittico;

   se, in particolare, vi sia l'intenzione di promuovere iniziative normative urgenti intese a prorogare misure di sostegno alle imprese e ai lavoratori del settore della pesca e dell'acquacoltura, eventualmente sotto forma di indennizzi calcolati sulle perdite, e se vi siano allo studio nuovi strumenti di aiuto e/o incentivo, anche attraverso la pianificazione di investimenti a valere sul Recovery Fund.
(4-08447)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 4 giugno 2021
nell'allegato B della seduta n. 518
4-08447
presentata da
SERRACCHIANI Debora

  Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame ritengo opportuno evidenziare che, a garanzia del raggiungimento degli obiettivi della Politica comune della pesca (Pcp), una delle misure adottate dall'Amministrazione italiana è l'arresto temporaneo dell'attività di pesca attivato, fino al 2020, sulla base di quanto previsto dai piani di gestione nazionali approvati dalla Commissione europea. Tale modalità di attivazione ha permesso di utilizzare pienamente le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp) per indennizzare le imprese di pesca che sono tenute ad osservare l'arresto temporaneo dell'attività.
  Al fine di assicurare l'attivazione della misura di arresto temporaneo di cui all'articolo 33 del Regolamento (UE) n. 508/2014 (Feamp), la Commissione ha richiesto (come imposto dagli obiettivi della Pcb) che, per gli anni 2018, 2019 e 2020, l'Italia garantisse il raggiungimento del cosiddetto «Rendimento massimo sostenibile» (in inglese, noto con l'acronimo MSY), un parametro che indica la sostenibilità dell'attività di pesca.
  Per raggiungere questo parametro, si è reso necessario rispettare determinate percentuali di riduzione dello sforzo di pesca, almeno sino all'anno 2023.
  Le predette percentuali di riduzione dello sforzo di pesca sono previste nel regolamento (UE) n. 90/2021 che prescrive, per il 2021, la possibilità di cattura per alcuni
stock e gruppi di stock ittici applicabili nel mar Mediterraneo e nel mar Nero.
  Rilevo al riguardo che il numero di giorni assegnati ai segmenti di flotta interessati dalla riduzione dello sforzo di pesca risulta in linea anche con quanto previsto dal regolamento (UE) n. 1022/2019, che istituisce un piano pluriennale per le attività che sfruttano gli
stock demersali nel mar Mediterraneo occidentale.
  Pertanto, il numero di giorni aggiuntivi di arresto temporaneo obbligatorio – indicati nel decreto direttoriale n. 8941 dell'11 gennaio 2021 – deriva dall'applicazione del regolamento (UE) n. 90/2021 e dalla necessità di raggiungere il citato paramento di «Rendimento massimo sostenibile».
  Per quanto concerne le misure socio-economiche a favore del settore, rappresento che il Governo finanzia annualmente, in caso di sospensione dell'attività lavorativa derivante dall'arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio dell'attività di pesca, un sostegno al reddito in favore dei lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima.
  Per l'anno 2021 l'erogazione delle predette indennità, pari a 30 euro giornaliere, avverrà utilizzando lo stanziamento di 19 milioni di euro assegnato dalla legge di bilancio 2021, legge 30 dicembre 2020, n. 178 al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
  Al predetto intervento si aggiungono i 31 milioni di euro stanziati per il trattamento di sostegno al reddito, riconosciuto per una durata massima di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 30 giugno 2021, per i lavoratori della pesca che hanno subito una sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa del Covid-19.
  Inoltre, la legge di bilancio 2021 ha previsto il rifinanziamento del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura – per un importo pari a 7 milioni di euro nell'anno 2021 – finalizzato all'adozione di azioni per lo sviluppo del settore della pesca e dell'acquacoltura, nel campo della formazione, informazione e qualificazione professionale nonché del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura per un importo pari a 14 milioni di euro nel triennio 2021-2023.
  Ulteriori forme di sostegno al settore – le cui modalità attuative sono in corso di definizione – saranno garantite mediante l'utilizzo di parte della dotazione finanziaria, complessivamente pari a 300 milioni di euro per l'anno 2021, del «Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura».
  La provvista finanziaria di tale Fondo, istituito dalla legge di bilancio 2021, originariamente pari a 150 milioni di euro per l'anno 2021, è stata incrementata dal cosiddetto decreto «Sostegni», decreto-legge 23 marzo 2021, n. 41.
  Il medesimo decreto-legge ha altresì previsto l'estensione al mese di gennaio 2021 della misura – già assicurata nei mesi di novembre e dicembre 2020 – dell'esonero contributivo dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, per la quota a carico dei datori di lavoro delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura nonché dei lavoratori autonomi agricoli.
  Infine, rappresento che nel
Recovery Fund è previsto un pacchetto di interventi che includono, tra i settori beneficiari, quello della pesca e dell'acquacoltura.
  Il primo progetto, provvisto di una dotazione finanziaria pari a 1,2 miliardi di euro, è rivolto al rafforzamento dei contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, forestale, della pesca e dell'acquacoltura nonché al sostegno alla filiera florovivaistica. Si tratta di interventi sovra-regionali, orientati al potenziamento delle relazioni verticali in filiere strategiche. Il programma mira a contribuire agli obiettivi previsti nella strategia
Farm to Fork relativi alla transizione verso un sistema alimentare sostenibile, aspetto essenziale per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali del Green Deal.
  Il secondo progetto, di valore pari a 800 milioni di euro, riguarda il piano per la logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, forestale, florovivaistica, con investimenti diretti a rendere più moderne e
green le diverse infrastrutture logistiche, più efficienti i collegamenti ed i sistemi di distribuzione delle merci, nonché a ridurre le emissioni, a migliorare l'approvvigionamento delle materie prime e a contrastare gli sprechi.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali: Stefano Patuanelli.