Legislatura: 18Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Primo firmatario: SCUTELLA' ELISA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 02/03/2021
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 02/03/2021
SCUTELLÀ. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
la problematica dei disturbi dell'alimentazione (Da) è un aspetto di sanità pubblica molto rilevante che negli anni ha visto un notevole abbassamento dell'età di esordio ed il cui trattamento richiede strutture e personale altamente specializzati che assicurino un approccio interdisciplinare a tutti i livelli di assistenza;
secondo l'ultimo rapporto Eurispes in Italia, oltre due milioni di ragazzi tra i dodici ed i venticinque anni soffrono di disturbi del comportamento alimentare (Dca) e, secondo i dati della Società italiana dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca), ogni anno ci sono ottomila cinquecento nuovi casi di persone, tra donne e uomini, colpiti da questi disturbi;
la Conferenza di consenso (Cc) sui Dca del 2012 promossa dall'Ufficio relazioni esterne dell'Istituto superiore della sanità con il patrocinio del Ministero della salute ha permesso sul tema un confronto tra diverse realtà italiane, con la necessità di conoscere la reale dimensione epidemiologica nell'intero territorio italiano e di uniformare i percorsi assistenziali. Al fine di garantire un approccio integrato a tali disturbi, che comprendesse gli aspetti di promozione, prevenzione, diagnosi e terapia, si era evidenziata la necessità di attivare centri specialistici in ogni regione italiana, in grado di affrontare efficacemente il problema raccordando la propria azione con le strutture e risorse sanitarie presenti sul territorio;
nel 2015 la Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (Dgisan) ha costituito un Tavolo di lavoro per la stesura delle prime «Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei pazienti con Disturbi dell'alimentazione (Da)». Il documento prodotto ed approvato in sede di Conferenza Stato-regioni, a giugno 2017, nella sezione dedicata ai livelli di assistenza, evidenzia l'importanza che ci siano in tutte le regioni italiane i cinque livelli di intervento: 1. medico di medicina generale o pediatra di libera scelta; 2. terapia ambulatoriale; 3. terapia ambulatoriale intensiva o semiresidenziale (diagnostico/terapeutico/riabilitativo); 4. riabilitazione intensiva residenziale; 5. ricoveri ordinari e di emergenza. Ad oggi è considerata una forte criticità non avere omogeneità, sull'intero territorio nazionale, di centri specializzati per effettuare la riabilitazione residenziale;
il 6 maggio 2020 sul sito epicentro.iss.it veniva pubblicato un intervento dal titolo «Disturbi dell'alimentazione e COVID-19» in cui oltre ad affermare che «la paura di infezione e l'isolamento sociale possono aumentare il rischio di ricaduta o peggiorare i disturbi dell'alimentazione» veniva specificato che «è importante ora più che mai, in previsione di un ritorno alla regolarità delle attività assistenziali, un aggiornamento della mappatura delle strutture pubbliche e convenzionate e delle associazioni dedicate ai DA al fine di garantire ai cittadini affetti da tali patologie, alle loro famiglie e ai vari operatori sanitari a cui tali soggetti afferiscono (medici di medicina generale, pediatri, gastroenterologi, endocrinologi, dietologi, eccetera) i migliori livelli di accesso e appropriatezza dell'intervento»;
il Ministero della salute nel «Percorso lilla in pronto soccorso» indicava che «quando non si ravvisa la necessità di un trattamento urgente in ambiente ospedaliero, è indicata un'attenzione particolare all'invio del paziente alla più vicina struttura specialistica multidisciplinare per i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, per una valutazione più approfondita e per la definizione di un programma di trattamento»;
una mappa dei servizi e delle associazioni specificamente dedicati al trattamento dei disturbi della nutrizione e della alimentazione è consultabile al sito www.disturbialimentarionline.it e la Calabria è tra quelle regioni nel cui territorio non è presente alcun centro residenziale per disturbi del comportamento alimentare:
questa carenza di struttura idonea specializzata comporta, a chi è affetto da tali disturbi, notevoli ed ulteriori disagi che consistono nel doversi curare fuori regione con annessi tempi di gestione dell'iter spesso lunghissimi, ritardi tali che potrebbero non solo aggravare la già precaria condizione psicofisica del paziente, ma portare ad una repentina rinuncia che potrebbe risultare letale –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative di competenza ritenga opportuno adottare, anche per il tramite del Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro da disavanzi sanitari regionali, al fine di garantire i medesimi livelli di assistenza per disturbi del comportamento alimentare di cui in premessa, anche in Calabria, al fine di evitare che i soggetti affetti da disturbi dell'alimentazione debbano essere trattati in strutture lontane dalla propria residenza.
(4-08440)