Legislatura: 18Seduta di annuncio: 432 del 25/11/2020
Primo firmatario: SILLI GIORGIO
Gruppo: MISTO-NOI CON L'ITALIA-USEI-CAMBIAMO!-ALLEANZA DI CENTRO
Data firma: 25/11/2020
Ministero destinatario:
- PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega Delegato a rispondere Data delega PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25/11/2020 Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 27/11/2020
SILLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
già ora, con le moratorie a fare da anestetico, i default tra le imprese italiane stanno aumentando: rispetto ai mesi pre-Covid, l'incremento è del 10 per cento circa. Tanto che il tasso di insolvenza è salito da 4,5 per cento a 5 per cento. Ma il dato che più fotografa l'affanno delle imprese italiane è l'andamento del rating: i declassamenti sono stati il 51 per cento di tutte le azioni sui rating nel mese di aprile 2020, contro solo il 3 per cento di promozioni), il 42 per cento a maggio, il 38 per cento a giugno, e via via fino al 46 per cento di settembre 2020;
per stimolare le vendite, le aziende hanno concesso ai propri clienti il pagamento dilazionato degli ordini, con le cosiddette vendite a credito: strumento utile per stimolare il mercato;
l'Istat, in proposito, dichiara che l'evoluzione della pandemia insieme alle misure di contenimento del Covid-19, stanno causando uno shock senza precedenti storici che rende addirittura difficile rilevare in modo preciso gli effetti sull'economia, tanto che i negozi continuano a registrare risultati in calo (-0,5 per cento), portando a -12,7 per cento la riduzione delle vendite in questi primi dieci mesi;
l'obiettivo del pacchetto di aiuti a sostegno delle categorie più colpite dalle restrizioni dall'inizio della pandemia è stato quello di garantire la sopravvivenza delle attività costrette a chiudere o a limitare significativamente la loro operatività;
tra le 53 categorie individuate negli ultimi cosiddetti «decreti ristori», tramite codice Ateco, autorizzate a richiedere i contributi a fondo perduto, non figurano purtroppo i negozi di abbigliamento al dettaglio, nonostante le restrizioni impongono chiusure in tutta Italia, sabato e domenica nei centri commerciali e sette giorni su sette sulle zone ad alto rischio;
si corre il rischio di perdere per sempre una parte importante di un tessuto di imprese che si intreccia nel futuro delle nostre comunità poiché queste attività fanno vivere i quartieri, illuminando anime e strade, offrendo sicurezza, decoro, cordialità e relazioni sociali;
«Non siamo fantasmi» è il grido d'allarme della Federazione Moda Italia, alla quale aderiscono le imprese del commercio al dettaglio e all'ingrosso di abbigliamento, che chiede di aver il giusto sostegno economico ad un settore, quello dell'abbigliamento, che è un fiore all'occhiello del «Made in Italy» –:
quali iniziative il Governo intenda porre in essere al fine di riconoscere anche al settore dell'abbigliamento il giusto ristoro economico e fiscale per sopravvivere alla pandemia di Covid-19.
(4-07636)