Legislatura: 18Seduta di annuncio: 432 del 25/11/2020
Primo firmatario: BATTILOCCHIO ALESSANDRO
Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE
Data firma: 24/11/2020
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE delegato in data 24/11/2020
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 26/01/2021 SERENI MARINA VICE MINISTRO - (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INT.)
RISPOSTA PUBBLICATA IL 26/01/2021
CONCLUSO IL 26/01/2021
BATTILOCCHIO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
da alcune settimane si è riacceso il conflitto tra il Marocco ed il fronte Polisario nella zona del Guerguerat, la regione tampone tra il Sahara occidentale e la Mauritania, le nuove tensioni stanno alimentando ulteriori flussi migratori;
dal 2016 la zona tampone del Guerguerat, dove sono iniziati gli scontri tra l'esercito marocchino e quello sahrawi, è al centro della tensione tra le due parti, perché attraversata dall'unica strada che porta nella vicina Mauritania, principale arteria per il passaggio via terra di uomini e merci tra il Marocco e l'Africa occidentale;
le terre dell'ultima colonia africana sono contese da quasi cinquant'anni e lo statuto postcoloniale del Sahara occidentale non è ancora stato definito;
il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 2548 del 30 ottobre 2020 ha rinnovato di un anno (fino al 31 ottobre 2021) il mandato della missione di peacekeeping Minurso al fine di aiutare le partì a pervenire a una soluzione politica giusta, durevole e mutuamente accettata che garantisca l'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale secondo i principi enunciati dalla Carta delle Nazioni Unite, chiedendo inoltre alle parti in causa e agli Stati dell'area di cooperare con le Nazioni Unite, al fine di superare l'impasse in cui si trovano i negoziati, trovare una soluzione politica capace di rinforzare la cooperazione tra gli Stati del Maghreb e contribuire a garantire stabilità e sicurezza nella regione del Sahel;
il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha altresì chiesto un maggiore impegno nel garantire il rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale e incoraggiato le parti a collaborare con la comunità internazionale per mettere a punto e applicare misure credibili che garantiscano pienamente il rispetto dei diritti umani –:
se il Ministro interrogato intenda adottare iniziative atte a sostenere e rilanciare i negoziati tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, al fine di realizzare al più presto il referendum di autodeterminazione, come previsto dal piano di pace delle Nazioni Unite;
se il Ministro interrogato intenda ribadire l'urgenza di nominare un nuovo inviato Onu che sappia dare un nuovo impulso al processo di pace.
(4-07631)
Risposta. — La questione del Sahara Occidentale ed i suoi recenti sviluppi sono seguiti con grande attenzione dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
La Farnesina ha monitorato da vicino l'episodio di El Guerguerat del 13 novembre 2020, nella consapevolezza che un deterioramento della situazione sul terreno potrebbe ripercuotersi negativamente sulla sicurezza e la stabilità di Nord Africa e Sahel, aree che il nostro Paese considera di importanza strategica. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha subito esortato le parti alla moderazione e a evitare il ricorso alla forza, nel rispetto degli accordi di cessate il fuoco del 1991. È importante che quanto accaduto a El Guerguerat non abbia per il momento avuto ulteriori seguiti. Siamo tuttavia consapevoli che i rischi di un peggioramento della situazione persistono. L'innalzamento di tensione registratosi a ridosso della «buffer zone» dimostra quanto sia urgente che la questione del Sahara Occidentale trovi una soluzione adeguata.
Con questo spirito, l'Italia garantisce pieno sostegno all'azione delle Nazioni Unite, nella ferma convinzione che l'unica strada percorribile per raggiungere una soluzione definitiva della controversia sul Sahara Occidentale sia quella del dialogo fra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario. Grazie alla mediazione dell'ONU, nel dicembre 2018 e nel marzo 2019, le due parti si sono impegnate in negoziati diretti, svoltisi a Ginevra con la partecipazione, tra gli altri Paesi, di Algeria e Mauritania. Tuttavia, anche a causa delle dimissioni nel maggio 2019 dell'allora Inviato personale del segretario generale ONU, Horst Köhler, il cui operato era stato determinante per la rivitalizzazione dei negoziati diretti, il percorso avviato nella città svizzera non ha registrato nei mesi successivi gli avanzamenti sperati.
Il nostro auspicio e la nostra costante raccomandazione è che – in linea con le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU e, da ultimo, con la Risoluzione 2548 del 30 ottobre 2020, che ha rinnovato di un anno (fino al 31 ottobre 2021) il mandato della missione di peacekeeping MINURSO – il Marocco e il Fronte Polisario si impegnino in buona fede nel negoziato diplomatico per la risoluzione della disputa sul Sahara Occidentale.
Lo stallo nei negoziati diretti e l'episodio di El Guerguerat ricordano l'urgenza di procedere ad una tempestiva nomina del nuovo Inviato Personale ONU, posizione ormai vacante da circa un anno e mezzo. La designazione dell'inviato Personale rappresenta un passaggio fondamentale per la rivitalizzazione del percorso negoziale delineato dalle Nazioni Unite, e su tale aspetto l'Italia continuerà a spendersi con determinazione.
La Viceministra degli affari esteri e della cooperazione internazionale: Marina Sereni.