Legislatura: 18Seduta di annuncio: 431 del 24/11/2020
Primo firmatario: PALAZZOTTO ERASMO
Gruppo: LIBERI E UGUALI
Data firma: 24/11/2020
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 24/11/2020
PALAZZOTTO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
da quanto si apprende da un'inchiesta pubblicata il 21 novembre 2020 sul quotidiano La Sicilia, Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica dell'assessorato regionale siciliano alla salute, la mattina del 4 novembre 2020 avrebbe inviato alcuni messaggi vocali in una chat composta da tutti i manager di Asp e ospedali dell'isola attraverso i quali invitava, con tono che appare perentorio, a caricare su Cross (la piattaforma nazionale della Protezione civile) «tutto il primo step al 15 novembre» riguardante i posti di rianimazione Covid previsti dal piano dell'assessore siciliano alla sanità Ruggero Razza;
occorre ricordare come il 4 novembre 2020 fosse la giornata in cui il Ministro interrogato avrebbe emanato, proprio sulla base dei dati forniti dalle regioni, l'ordinanza con la mappa delle regioni così come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato per arginare la seconda ondata del Covid ed emanato il giorno antecedente;
in uno dei messaggi vocali, La Rocca avrebbe comunicato ai dirigenti di Asp e ospedali di ritenerli personalmente responsabili nel caso in cui la Sicilia avesse subito delle restrizioni dal Governo nazionale, sottolineando che l'assessore avrebbe verificato chi avrebbe inserito i dati e chi no;
secondo l'inchiesta del quotidiano La Sicilia in quel momento la Sicilia è in ritardo: al 28 ottobre 2020 sarebbero attivi appena 177 posti di rianimazione Covid, quasi cento in meno dei 272 previsti dal piano anticovid siciliano;
ciò che non si comprende dai file audio inviati da La Rocca è se i numeri del piano del 15 novembre 2020 che chiede di inserire nel database corrispondano all'effettiva disponibilità di posti in terapia intensiva in quel momento o se si tratti come apparirebbe all'interrogante di una indebita pressione sui dirigenti;
ciò che è certo è che, da quel momento in poi, i numeri sui posti attivati, quantomeno sulla carta, crescono, e dai 177 posti in rianimazione e 998 in reparto censiti a fine ottobre 2020, si passa rispettivamente a 340 e 1.899 dell'11 novembre 2020. Una crescita non indifferente per cui il tasso di saturazione dei reparti Covid, nonostante il moltiplicarsi dei ricoverati, regge sotto la soglia d'allerta. Tanto che la Sicilia rimarrà collocata in «zona Arancione»;
gli ultimi dati della regione Siciliana comunicati al Governo nazionale certificano 817 posti complessivi di rianimazione, fino ad arrivare al report di Agenas, del 20 novembre 2020 pomeriggio, in cui i posti sono addirittura di più: 1.031;
il Cimo, sindacato dei medici ospedalieri, dopo un monitoraggio reputa «non rispondenti alla realtà» i dati relativi ai posti, forniti dall'assessorato e sostiene che i posti in rianimazione siano 210 in meno degli 817 ufficiali;
analoghe perplessità emergono da un report curato dal comparto Medici della Fp-Cgil regionale. Il caso limite sembra essere quello del Covid-hospital di Petralia Sottana quando, fino a qualche giorno fa, c'erano soltanto 10 dei 50 posti di degenza ufficializzati. E nessuno dei dieci di terapia intensiva che risultano attivi;
a parere dell'interrogante, alla luce di quanto esposto, occorre scongiurare che scelte di natura politica mettano a repentaglio la vita delle persone e la vicenda esposta, come altre simili, dimostrano l'urgenza di una riflessione che porti a riconsiderare l'autonomia delle regioni su materie che incidono su diritti fondamentali come quello alla salute –:
se il Governo non intenda, per quanto di competenza, disporre immediati accertamenti al fine di verificare la reale corrispondenza tra i posti di terapia intensiva dichiarati e quelli realmente operativi in Sicilia e se vi siano state incongruenze riscontrabili in concomitanza con l'entrata in vigore delle norme contenute nell'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020.
(4-07623)