Legislatura: 18Seduta di annuncio: 168 del 30/04/2019
Primo firmatario: PASTORINO LUCA
Gruppo: LIBERI E UGUALI
Data firma: 30/04/2019
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 30/04/2019
PASTORINO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
General Logistics Systems, Gls, è una compagnia di trasporti con svariate sedi in Italia che offre trasporto internazionale di merci e contratti logistici. Il comparto della contract logistics segna una continua crescita che, tuttavia, appare inversamente proporzionale alle condizioni di lavoro di quanti operano all'interno dei magazzini delle società attive nel settore;
infatti, in questi anni sono stati molti gli episodi segnati da palesi violazioni dei diritti dei lavoratori, da ultimo il licenziamento di 33 facchini presso l’hub Gls piacentino colpevoli, secondo quanto riferito dalla società Seam fornitrice di servizi presso la sede dell'Emilia-Romagna, di essere «troppo conflittuali» e questo poiché i lavoratori, iscritti all'Unione sindacale di base Usb, avevano dato vita a un ciclo di proteste volte a ottenere condizioni di sicurezza sul posto di lavoro a seguito dell'ennesima aggressione subita all'interno del magazzino, un ambiente insicuro non solo per carenze strutturali, ma anche per il ripetersi di gravi atti violenti e di caporalato;
dal 16 aprile 2019, i lavoratori licenziati hanno scelto di sposare una forma di contestazione radicale in difesa del diritto al lavoro salendo sul tetto dello stabile Gls. La protesta prosegue ininterrotta da due settimane senza che ad oggi vi siano stati passi avanti da parte della società di logistica a fronte di un chiaro peggioramento delle condizioni della protesta e degli stessi lavoratori, fra i quali si sono verificati anche malori;
si tratta di 33 lavoratori licenziati e 33 famiglie monoreddito che non hanno più un sostentamento. I lavoratori nonostante quanto affermato da Gls, che ha tentato di strumentalizzare la protesta, hanno dichiarato di volersi impegnare nel rilancio del sito produttivo, chiedendo unicamente di riportare la sicurezza e la legalità nel magazzino di Piacenza;
tuttavia, dall'altra parte nulla si muove, anzi ci sono stati tentativi, fortunatamente vani, di screditare l'azione di protesta e al licenziamento plurimo per motivi disciplinari è seguita la dichiarazione di esubero per altri 54 lavoratori, con il sostanziale effetto di intimidire i dipendenti e mettere in atto misure di ristrutturazione accompagnate da tagli di posti di lavoro al solo fine di aumentare il profitto –:
se sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e di quella che appare all'interrogante una grave violazione dei diritti subita dai lavoratori, puniti con il licenziamento perché hanno preteso dignità e legalità che uno stato di diritto dovrebbe assicurare;
quali iniziative, nell'ambito delle sue competenze, intenda adottare affinché la situazione dei 33 facchini piacentini venga al più presto risolta con il reintegro degli stessi e se, a tal fine, ritenga opportuno aprire un tavolo di confronto che coinvolga le parti interessate, compresa la sigla sindacale Usb cui sono iscritti i lavoratori colpiti dall'ingiusto licenziamento;
quali iniziative intenda mettere in atto affinché siano assicurate maggiori garanzie ai lavoratori appartenenti al settore della logistica e non si ripetano in futuro simili episodi di violenza, garantendo sempre le giuste e appropriate condizioni di sicurezza sul posto di lavoro.
(4-02801)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):soppressione di posti di lavoro
sicurezza del lavoro
diritto del lavoro