ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02795

scarica pdf
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 168 del 30/04/2019
Firmatari
Primo firmatario: PASTORINO LUCA
Gruppo: LIBERI E UGUALI
Data firma: 30/04/2019


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE delegato in data 30/04/2019
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02795
presentato da
PASTORINO Luca
testo di
Martedì 30 aprile 2019, seduta n. 168

   PASTORINO. — Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   le disposizioni vigenti in materia di termini di pagamento dei trattamenti di fine rapporto (Tfr) e di fine servizio (Tfs) in favore dei dipendenti del pubblico impiego evidenziano una disparità rispetto alla disciplina riguardante i dipendenti del settore privato;

   come previsto dalla normativa relativa e come specificato dalle circolari dell'Inps n. 73 del 5 giugno 2014 e n. 154 del 17 settembre 2015, a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, i tempi di attesa per l'erogazione del Tfr o del Tfs per i dipendenti pubblici variano da un minimo di 105 giorni, in caso di decesso o inabilità del lavoratore, a un massimo di oltre due anni per un'altra serie di casi, oltre al fatto che il pagamento degli stessi, quando l'importo supera i 50.000 euro, viene corrisposto in due o tre rate annuali;

   come noto, per motivi di contenimento della spesa pubblica i dipendenti della pubblica amministrazione hanno vissuto una stagione di forte compressione e di tagli, si vedano la legge n. 122 del 2010 e la legge n. 148 del 2011, cui sono seguite la legge n. 214 del 2011, che introduceva la cosiddetta «riforma Fornero» del sistema pensionistico, e le successive leggi che hanno avuto come obiettivo la revisione della spesa pubblica (legge n. 135 del 2012) e la razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (legge n. 125 del 2013 e legge n. 114 del 2014), per arrivare infine alla legge di stabilità 2015;

   a tal riguardo il tribunale di Roma ha rinviato alla Corte costituzionale la decisione in merito alla disparità tra il settore pubblico e quello privato nei trattamenti di fine rapporto, sollevando dubbi di costituzionalità in merito alla dilazione e allo scaglionamento della liquidazione del Tfs. L'ordinanza si riallaccia alla giurisprudenza costituzionale secondo cui gli interventi a tutela del contenimento della spesa pubblica, qual è la dilazione del pagamento del Tfs, sono legittimi solo a condizione che non trasmodino in «regolamenti irrazionali», lesivi dell’«affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica» (Corte costituzionale, sentenza n. 822/1988), siano correlati ad esigenze di bilancio straordinarie e gravi e abbiano carattere temporaneo (Corte costituzionale, sentenza n. 178/2015); per converso la misura della dilazione del pagamento del Tfs ha carattere strutturale e definitivo; tuttavia, con riferimento alla suddetta ordinanza e in attesa di deposito della sentenza, l'ufficio stampa della Corte costituzionale il 17 aprile 2019 ha dichiarato che: «al termine della discussione le questioni sono state dichiarate infondate, ma con esclusivo riferimento al caso di una lavoratrice in pensione per ragioni diverse dal raggiungimento dei limiti massimi di età o di servizio». In questa ipotesi, la Corte ha ritenuto «non irragionevole il regime restrittivo introdotto dal legislatore, che prevede la liquidazione delle indennità nel termine di 24 mesi e il pagamento in rate annuali». Restano quindi «impregiudicate le questioni sul pagamento delle indennità nel termine di 12 mesi, e sulle relative rateizzazioni, per i pensionati che hanno raggiunto i limiti massimi di età o di servizio»;

   pertanto, la questione rimane aperta. In termini legislativi, si è provato ad apportare delle migliorie, introducendo la possibilità di chiedere un anticipo del Tfr e riducendo, anche se minimamente, la tassazione con legge n. 26 del 2019, senza però cambiare la sostanza –:

   se siano a conoscenza della disparità esposta in premessa e, relativamente ad essa, quali siano le posizioni dei Ministri interrogati; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano porre in essere al fine di sanare l'irragionevole discriminazione dei pubblici dipendenti rispetto a tutti gli altri cittadini e lavoratori, in ossequio alle disposizioni contenute negli articoli 3 e 36 della Costituzione.
(4-02795)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

cessazione d'impiego

bilancio straordinario

impresa privata