Legislatura: 18Seduta di annuncio: 167 del 29/04/2019
Primo firmatario: PARENTELA PAOLO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 19/04/2019
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 19/04/2019
PARENTELA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
il decreto legislativo n. 152 del 2006 e il decreto legislativo n. 155 del 2010, relativi alla qualità dell'aria e dell'ambiente, hanno come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia e il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali;
dalla documentazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si evince che la centrale termoelettrica a ciclo combinato di Simeri Crichi (Catanzaro) è autorizzata a prelevare acqua di mare per un volume pari a 36 milioni di metri cubi annui. Di questi, 2.300 metri cubi sono «utilizzati per il raffreddamento dell'impianto a ciclo combinato» e 2.200 metri cubi «per la produzione di 270 m3/h di acqua dissalata». Al termine del ciclo produttivo, la soluzione salmastra viene restituita al mare insieme all'acqua demineralizzata utilizzata per i processi industriali, impregnata di «biocidi, anticorrosivi e antialga», con una salinità di 52,5 g/l e ad una temperatura compresa tra i 29,5 gradi (inverno) e i 32,5 gradi (estate), a fronte di una temperatura media estiva compresa tra i 25,5 e i 26,5 gradi centigradi. Si tratta di una quantità d'acqua impressionante; ogni ora si sversa a mare un flusso continuo di acqua calda e salata, contenente biocidi, senza distinzione tra inverno e estate in grado di alterare la naturale salinità, Ph, e temperatura della colonna d'acqua, soprattutto d'inverno, quando la temperatura del mare è minore;
da quanto si apprende dalla documentazione tecnica ministeriale, lo scarico a mare è posto a circa 250 metri dalla costa, «la diluizione iniziale è molto elevata ed il delta termico è inferiore ad 1 °C già a pochi metri dallo scarico»;
a giudicare dalle valutazioni del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, supportate da perizie di parte, le interferenze indotte dal funzionamento della centrale sono «assolutamente trascurabili», sebbene nella valutazione di impatto ambientale si dica pure che l'Oasi di Scolacium ospiti una specie «papaveracea molto rara» nonché la «presenza di siti di deposizione delle uova di tartarughe Caretta caretta», mentre per quanto riguarda l'area marina protetta Fondali di Stalettì si affermi che essa «è stata istituita con il fine di preservare quello che rimane di un posidonieto (Posidonia Oceanica) che caratterizzava i fondali dell'area e che oggi è ridotto a sporadici frammenti relitti»;
nel report sui dati della qualità dell'aria diffuso dall'Arpacal si evince come nell'anno 2018 si siano registrati superamenti di alcuni valori limite (Pm10, O3, CO) per la protezione umana in prossimità della centrale. Pur rientrando nel numero di superamenti dei limiti annuali stabiliti dal decreto legislativo n. 155 del 2010, tali eventi destano preoccupazione e generano dubbi nella popolazione –:
se non ritenga opportuno adottare iniziative, per quanto di competenza, affinché vengano approfonditi gli effetti delle variazioni termiche e di salinità sulla flora e sulla fauna marina nel tratto di costa antistante la centrale termoelettrica a ciclo combinato di Simeri Crichi caratterizzato della presenza di numerosi siti di interesse comunitario, quali l'Oasi di Scolacium, i Fondali di Stalettì, lo Steccato di Cutro e la Costa del Turchese;
se non ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza per il riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale ai sensi dell'articolo 29-octies del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni nonché per attivare studi per un migliore posizionamento delle stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria che tenga conto della direzione dei venti prevalenti;
se non si ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza per rivedere la valutazione di impatto ambientale o revocare l'autorizzazione integrale ambientale alla luce dei descrittori e dei traguardi ambientali previsti dalla direttiva europea 56/2008.
(4-02776)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):inquinamento prodotto dalle navi
zona protetta
protezione dell'ambiente