ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE   3/02673

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 613 del 13/12/2021
Firmatari
Primo firmatario: MONTARULI AUGUSTA
Gruppo: FRATELLI D'ITALIA
Data firma: 12/12/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 12/12/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02673
presentato da
MONTARULI Augusta
testo di
Lunedì 13 dicembre 2021, seduta n. 613

   MONTARULI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   all'interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Torino, dalla fine del mese di settembre del corrente anno, oltre cento soggetti sono stati messi in libertà dopo reiterati atti di autolesionismo;

   stando a quanto rappresentato dal sindacato di polizia Siulp, pare che tale pratica sia nota e simulata e quindi non derivante da uno stato di malessere che affligge il soggetto ma, perlopiù, trattasi di un espediente per poter ottenere il rilascio per motivi sanitari;

   a sostegno di tale tesi vi sono numeri e dati decisamente significativi: se il numero dei rilasci viene paragonato a quello dello scorso anno (2020), pari a dieci, tutti per patologie gravi non psichiatriche, ci si rende facilmente conto dell'eccessiva sproporzione di quanto accaduto nell'ultimo trimestre;

   il numero dei tentati suicidi, particolarmente elevato, è iniziato a crescere smisuratamente dopo la vicenda di Mamadou Moussa Balde, il ventitreenne della Guinea che lo scorso maggio si è tolto la vita all'interno di uno dei moduli abitativi all'interno del quale era stato messo in isolamento;

   a seguito di tale episodio, in poco più di due mesi, centoquindici persone avrebbero provato a togliersi la vita ingerendo sorsate di bagnoschiuma o simulando un'impiccagione con lenzuola di carta e, a seguito di visita medica, sono state rilasciate dal Cpr;

   dopo la tragedia di Mamadou Moussa Balde, il dramma è stato sfruttato dagli altri trattenuti per poter lasciare liberamente il centro, mettendo in crisi un sistema già fortemente in difficoltà;

   la compromissione dell'operatività del Cpr di Torino rischia, in assenza di immediati provvedimenti, di pregiudicare l'intero sistema delle espulsioni: nel corso del 2019 erano state espulse quattrocentotrentatré persone, cinquanta nel 2020 e centotrentatré nei primi mesi del corrente anno, mentre nell'ultimo trimestre sono state registrate appena sei espulsioni;

   sempre secondo quanto rappresentato dal Siulp, il numero dei tentativi di suicidio ammonta a cinque o sei ogni giorno e i soggetti presenti nel centro spesso sono dediti ad attività criminose quali violenze sessuali, maltrattamenti e spaccio e trattenuti presso il Cpr dopo la scarcerazione, in attesa del rimpatrio;

   risulta, altresì, che sia stato liberato anche qualche soggetto attenzionato per legami con radicalismo islamico –:

   quali urgenti iniziative intenda adottare per ripristinare la piena operatività del Cpr di Torino, evitando che particolari soggetti dediti all'attività criminale possano circolare liberamente per la città;

   se non ritenga utile adottare le iniziative di competenza, anche normative, al fine di modificare le procedure attualmente in essere, evitando il passaggio intermedio presso il Cpr per soggetti carcerati e prevedendo l'espulsione direttamente dall'istituto penitenziario.
(3-02673)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione) :

espulsione

violenza sessuale

esame medico