ATTO CAMERA

INTERPELLANZA 2/01121

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Firmatari
Primo firmatario: D'ETTORE FELICE MAURIZIO
Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE
Data firma: 05/03/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE delegato in data 05/03/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-01121
presentato da
D'ETTORE Felice Maurizio
testo di
Lunedì 8 marzo 2021, seduta n. 464

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, per sapere – premesso che:

   in provincia di Arezzo, il comune di Castiglion Fibocchi, ogni anno rischia di non poter costituire la classe prima della primaria con la conseguenza che le famiglie sarebbero costrette a portare i bambini a scuola ad Arezzo – con problemi di logistica familiare, di trasporti, di spostamenti dovendo percorrere almeno 30 chilometri al giorno tra andata e ritorno dalla scuola – estrapolandoli da una realtà conosciuta per essere spostati in una realtà cittadina cui sono completamente estranei e sganciandoli dai luoghi in cui vivono che rischiano di diventare luoghi dormitorio;

   la chiusura della scuola primaria avrebbe certamente ripercussioni sulla scuola secondaria di primo grado oggi funzionante determinando così la scomparsa dei presidi di istruzione nel comune di Castiglion Fibocchi e destinandolo allo svuotamento;

   al fine di assicurare il servizio scolastico, l'amministrazione comunale ha avviato il processo di statalizzazione della scuola dell'infanzia paritaria presente sul territorio la quale, in virtù delle norme sul dimensionamento scolastico, rischia oggi di non riuscire a formare 2 sezioni stante il numero minimo di 18 iscritti, comportando la necessità di rifiutare le iscrizioni di bambini in eccesso per una sezione;

   questa situazione di perenne precarietà non permette di investire in progetti a lungo termine, pur avendo il comune di Castiglion Fibocchi un polo scolastico all'avanguardia in termini di didattica, di strutture, di servizi e di progetti, in continuo scambio e collaborazioni con le associazioni che agiscono nel nostro territorio;

   per la specificità e le caratteristiche del territorio nazionale, in Italia il 20 per cento circa dei comuni, per un territorio superiore al 50 per cento, ha una popolazione al di sotto dei 5.000 abitanti;

   la normativa in materia di dimensionamento scolastico disciplina i requisiti dimensionali delle istituzioni scolastiche legato al numero di alunni iscritti, prevedendo, altresì, deroghe in relazione a particolari situazioni territoriali e ambientali;

   molti piccoli e piccolissimi comuni sono ormai a serio rischio di svuotamento su tutto il territorio nazionale anche come conseguenza della carenza di servizi che vengono cancellati in funzione del dato quantitativo della popolazione, ma la cui assenza spinge ad abbandonare il paese a favore delle città;

   a questo si aggiunge il trend negativo dell'indice di natalità che appare particolarmente rilevante per quanto riguarda il servizio scolastico;

   i criteri preordinati volti all'attuazione del dimensionamento scolastico non tengono conto delle dinamiche demografiche, pur avendo una diretta ed immediata incidenza sulle specifiche situazioni locali e sulle esigenze legate al territorio;

   negli ultimi anni si è affermata all'attenzione del dibattito politico la consapevolezza della necessità di sostenere e promuovere le aree interne e i piccoli e piccolissimi comuni, di arrestare il fenomeno di svuotamento e di recuperare le aree già antropizzate, il che richiede il ripensamento anche dell'organizzazione della rete scolastica sul territorio nazionale;

   alla luce delle prescrizioni e limitazioni imposte dalla pandemia, le scuole decentrate, immerse nel verde e in grado di garantire la massima sicurezza ai nostri figli, appaiono importanti e fondamentali e dovrebbero essere incentivate e rivalutate le classi con numeri non elevati di studenti;

   è quanto mai importante prevedere misure atte a mantenere aperte le scuole di paese, risorse indispensabili per ogni comunità ed evitare, così, la centralizzazione dell'istruzione nei grandi centri che provocherebbe, inoltre nuovamente la formazione delle cosiddette classi pollaio –:

   se non ritenga di dover adottare iniziative per sostenere la scuola di Castiglion Fibocchi e valutare la revisione della normativa in materia di parametri del dimensionamento delle istituzioni scolastiche, al fine di evitare la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli o piccolissimi comuni, tutelando così gli alunni e le famiglie e contrastando lo svuotamento di queste località per mancanza di servizi;

   se non ritenga di avviare con sollecitudine un confronto anche con le regioni e gli enti locali, al fine di definire, con urgenza, un adeguamento della vigente normativa in materia anche in funzione degli effetti della pandemia da COVID-19.
(2-01121) «D'Ettore».