Legislatura: 18Seduta di annuncio: 167 del 29/04/2019
Primo firmatario: ROSSINI ROBERTO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 24/04/2019
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GALANTINO DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE 24/04/2019 PARISSE MARTINA MOVIMENTO 5 STELLE 24/04/2019 EMILIOZZI MIRELLA MOVIMENTO 5 STELLE 24/04/2019 GIULIODORI PAOLO MOVIMENTO 5 STELLE 24/04/2019 TERZONI PATRIZIA MOVIMENTO 5 STELLE 24/04/2019 CECCONI ANDREA MISTO-MAIE - MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO 24/04/2019 CATTOI MAURIZIO MOVIMENTO 5 STELLE 30/04/2019 CARBONARO ALESSANDRA MOVIMENTO 5 STELLE 30/04/2019 PAOLINI LUCA RODOLFO LEGA - SALVINI PREMIER 30/04/2019 MORANI ALESSIA PARTITO DEMOCRATICO 30/04/2019 SGARBI VITTORIO MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 30/04/2019
Ministero destinatario:
- MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI delegato in data 24/04/2019
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 30/04/2019
SOLLECITO IL 23/07/2019
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere – premesso che:
l’«Atleta di Fano» (o Atleta vittorioso), statua bronzea risalente al IV secolo a. C., attribuita allo scultore greco classico Lisippo, è stato rinvenuto casualmente il 14 agosto 1964 da un peschereccio italiano nelle acque dell'Adriatico, in una zona denominata «scogli di Pedaso», portato a terra presso il porto di Fano (Pesaro e Urbino) e nascosto senza essere denunciato alle autorità competenti;
il bronzo è stato successivamente trasferito a Gubbio, Londra e Monaco di Baviera, fino a ricomparire nel 1977 nella collezione del Getty Museum di Malibù, in California, che lo ha acquistato per quasi 4 milioni di dollari e dove è tuttora esposto;
il Getty Museum non ha mai chiarito le modalità con cui l'opera è entrata a far parte della sua collezione;
nel 1990 il Ministero dei beni culturali italiano ha segnalato a quello degli affari esteri che un nuovo frammento de «l'Atleta di Fano» è stato dissotterrato da un campo di cavoli presso Carrara di Fano;
il 4 aprile 2007 l'associazione culturale «Le Cento Città» presentava un esposto alla procura della Repubblica di Pesaro per violazione delle norme doganali e contrabbando: il pubblico ministero Silvia Cecchi chiedeva al Gip Daniele Barberini, la confisca della statua;
in data 25 settembre 2007, è stato firmato a Roma un accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e il Getty Museum che ha stabilito il rientro di 40 opere d'arte in Italia, tra cui la Venere di Morgantina, ma non dell'Atleta di Fano, in attesa delle risultanze del procedimento giudiziario in corso a Pesaro;
il pubblico ministero e l'associazione citata, essendo stata rigettata la richiesta, proponevano ricorso, con il sostegno dell'Avvocatura dello Stato, e il 12 giugno 2009 il nuovo gip Lorena Mussoni dichiarava il bronzo bene «patrimonio indisponibile dello Stato», disponendone la confisca. Essendo stata ripescata da una nave italiana, e sbarcata a Fano, infatti, la statua era soggetta a obbligo di denuncia e lo Stato avrebbe dovuto poter esercitare un diritto di prelazione o di acquisto coattivo: il museo americano proponeva ricorso avverso la decisione del Gip del tribunale di Pesaro, che veniva tuttavia respinto da altro Gip dello stesso tribunale, il dottor Maurizio Di Palma, nel maggio del 2012;
con ordinanza dell'8 giugno 2018, il giudice del tribunale di Pesaro, Giacomo Gasparini, ha riaffermato quanto già stabilito dai due precedenti pronunciamenti del tribunale per il tramite dei giudici Mussoni e Di Palma, con pronuncia a favore della confisca impugnata dagli avvocati del museo americano (nel primo caso con l'annullamento per il vizio della mancata pubblicità delle udienze, nel secondo con il rinvio a Pesaro del caso per un sostanziale secondo grado di giudizio) ribadendo come tale provvedimento sia «lo strumento di tutela necessario per consentire allo Stato italiano di riacquistare la disponibilità del bene sottratto al suo patrimonio indisponibile ed illegittimamente detenuto dal J.P. Getty Museum»;
a inizio dicembre 2018 la Corte di cassazione ha reso definitiva e immediatamente esecutiva la confisca della statua («ovunque si trovi») disposta dai giudici pesaresi nel giugno 2018, rigettando quindi il ricorso del Museo statunitense e confermando il sequestro della statua: nelle motivazioni della sentenza della Corte di cassazione, con riferimento al comportamento del Getty Museum, si parla di «inspiegabile e ingiustificabile leggerezza», in quanto l'acquisto della statua di Lisippo è avvenuta solamente sulla base di pareri dei consulenti del venditore in merito alla provenienza del reperto e si fa presente come il Metropolitan Museum di New York (partner del Getty nella trattativa) si sia sfilato nutrendo perplessità. Il 22 febbraio 2019 il Ministro interpellato, presso la sede del Ministero, ha partecipato a una riunione tecnica tra i vertici amministrativi del Ministero per i beni e le attività culturali, l'Avvocatura dello Stato e il Comando tutela patrimonio culturale, per verificare tutte le iniziative percorribili per il recupero dell'Atleta di Fano di Lisippo, ivi incluse quelle di diplomazia culturale –:
quali iniziative il Ministro interpellato intenda adottare al fine di recuperare dal Getty Museum l’«Atleta di Fano»;
quali iniziative preveda di attivare affinché l'opera d'arte attribuita a Lisippo, una volta recuperata, sia conservata e fruita nella città di Fano.
(2-00363) «Roberto Rossini, Galantino, Parisse, Emiliozzi, Giuliodori, Terzoni, Cecconi, Maurizio Cattoi, Carbonaro, Paolini, Morani, Sgarbi».
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):giudice
opera d'arte
sequestro di beni